Sagra del fiore di Zucca a San Rufo dal 7 al 9 Agosto 2026

Diffido delle sagre. Lo dico subito, senza girarci intorno. Troppe volte, dietro lo striscione e la friggitrice, ho trovato l’omologazione travestita da tradizione: panino, salamella, musica a palla, e del territorio nemmeno l’ombra. Poi però capita di imbattersi in un paese di poche centinaia di anime che da undici anni dedica tre giorni a un prodotto solo. Fragile, stagionale, impossibile da industrializzare: il fiore di zucca. E allora bisogna andare, assaggiare, raccontare.

L’appuntamento è a San Rufo, nel Vallo di Diano, dentro i confini del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: 7, 8 e 9 agosto 2026, Piazza Fontana Vaglio (nei pressi di Salvioli Auto), per l’11ª Sagra del Fiore di Zucca firmata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune.

Un giacimento gastronomico, non una moda

Il fiore di zucca è l’anti-merce per eccellenza. Si raccoglie all’alba, si consuma in giornata, non regge il trasporto, non regge il magazzino. È il contrario di tutto ciò che il mercato globale pretende dal cibo. Ecco perché una sagra che lo mette al centro non è folclore: è un atto di resistenza gastronomica. Qui il fiore non fa da comparsa decorativa sul piatto dello chef televisivo di turno; è materia prima, memoria contadina, economia di orto.

E il Vallo di Diano, terra di transito fin dai tempi dei romani, è sempre stato un crocevia di cucine: la montagna degli Alburni da un lato, il Cilento profondo dall’altro, la Lucania a un passo. Nel piatto si sente tutto.

Cosa si mangia (e come si mangia)

Il percorso comincia dagli antipasti, ed è già una lezione di territorio: parmigiana di zucchine, bruschetta con pomodorini e guanciale, salsiccia piccante, formaggio dolce di capra e formaggio piccante con miele — l’eterno, sapiente gioco del caseario meridionale con il dolce. Poi il fior di zucca in pastella, che è il modo più onesto di rispettarlo: velo croccante, cuore che profuma d’orto. E ancora il cestino di sfoglia con salsiccia, provola e fiori di zucca, il capocollo dolce nostrano, le verdure grigliate.

Sui primi si misura la serietà di una cucina di sagra, e qui si fa sul serio: pasta vellutata ai fiori di zucca con zucchine, pachino, macinato di vitello e olio extravergine; lasagna di zucchine con mozzarella, ragù di salsiccia e besciamella. Piatti che raccontano una cucina di casa, non di catering.

Il capitolo che mi ha convinto a mettermi in viaggio, però, è un altro: le cime di zucca con patate e salsiccia grassa in tegame. Le cime di zucca — i tenerumi del Sud — sono un giacimento dimenticato, roba che i nostri nonni conoscevano e che i menù “gourmet” ignorano. Trovarle in carta è la prova che qui la memoria funziona ancora. Accanto: capicollo di maiale alla griglia con insalata di pomodori, il caciocavallo arrosto con crema ai fiori di zucca e speck, i fiori ripieni con alici — matrimonio antichissimo tra orto e mare — oppure con mozzarella e prosciutto cotto, le frittelle di zucchine, la pizza bianca dal forno a legna con salsiccia e fiori di zucca.

L’azzardo dolce

Chiudo con quello che definirei un azzardo riuscito: il fiore di zucca dolce, servito con crema di nocciola, miele o crema di pistacchio. La tradizione non è un museo: quando un prodotto viene capito fino in fondo, si può anche osare. Seguono ciambella alle zucchine e zeppola. In tavola vino rosso e bianco dolce del posto, birra alla spina. Nota di merito: lo stand per celiaci, perché l’inclusione a tavola non è un dettaglio.

Le serate

La piazza fa la sua parte: serate presentate da Senso Unico con il dj set di Pampeo e l’Accademia musicale. Venerdì 7 il Talent Show, sabato 8 il ritorno agli anni Novanta con La Nave Novanta, domenica 9 il gran finale con la cover di Nino D’Angelo. Ma diciamocelo: la musica è il contorno. Il piatto forte resta il fiore.

Il verdetto del gastronauta

Andateci per il fiore in pastella, restate per le cime di zucca in tegame. E ricordate che eventi come questo vivono di partecipazione: ogni piatto ordinato è un voto a favore di un’agricoltura minuta, stagionale, irripetibile. Il fiore di zucca dura una mattina; la memoria di chi lo sa cucinare, per fortuna, dura di più. A San Rufo hanno deciso di non lasciarla appassire.


11ª Sagra del Fiore di Zucca
7, 8 e 9 agosto 2026 — Piazza Fontana Vaglio, San Rufo (SA), nei pressi di Salvioli Auto
Info: tel. 371 6646747
Organizzazione: Pro Loco San Rufo, con il patrocinio del Comune di San Rufo
Serate presentate da Senso Unico · Dj set Pampeo · Accademia musicale
Programma serale: 7/8 Talent Show · 8/8 La Nave Novanta · 9/8 Nino D’Angelo cover
Disponibile stand per celiaci


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